Isola Vannoya, Norvegia Skialp

Isola Vannoya, Norvegia Skialp

Dove il mare incontra la neve: Vannoya paradiso selvaggio per chi vive lo scialpinismo tra uomo e natura.

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Il vento del nord ci accoglie già all’arrivo, all’aeroporto di Tromso. Siamo in 10, uniti dalla stessa passione: lo scialpinismo. La nostra meta è l’isola di Vannøya, un angolo remoto della Norvegia dove le montagne si tuffano direttamente nel mare artico.

Il viaggio ha inizio tra risate e aspettative. All’aeroporto ci aspetta Marco, nostro riferimento per i prossimi 7 giorni.

A bordo del mitico “Gustav” Volkswagen Caravelle con carrello annesso, ci dirigiamo verso la nostra meta. Visto il meteo favorevole decidiamo di sfruttare l’occasione e di fare la nostra prima gita: Glimfjellet, attraverso un bellissimo lago ghiacciato in una remota zona artica. Intorno a noi, solo fiordi, neve e silenzio.

Dopo la bella discesa, felici ci dirigiamo verso la nostra casa, dove ci aspetta Britta per la cena a base di sushi.

Quando finalmente mettemmo piede sull’isola, capiamo subito che non sarà una vacanza qualsiasi: Vannøya è selvaggia, essenziale, autentica.

La prima mattina ci svegliamo presto. Il cielo è plumbeo e non prospetta nulla di buono. Prepariamo gli zaini con il solito rituale: pelli, ARTVA, pala, sonda, thermos di tè caldo.

La salita ha inizio tra boschi radi e pendii dolci, procediamo in fila, ognuno concentrato sul proprio passo, sul ritmo del respiro, sul suono degli sci sulla neve compatta. Arrivati in prossimità della cresta, delle forti raffiche di vento, ci fanno capire che è arrivato il momento di scendere. La discesa si svolge su neve inaspettatamente buona, un “firn"da pioggia, mai provato prima.

La giornata non finisce qui, dopo cena, decidiamo di andare a fare una bella escursione notturna al monte Pollen, sopra il paese di Vannvag.

Le giornate successive seguono allo stesso ritmo, ma ogni volta con qualcosa di diverso: una luce nuova, un vento più forte, pioggia e neve, una traccia imprevista. Una sera riusciamo perfino a vedere l’aurora boreale danzare sopra di noi, verde e irreale, mentre restiamo immobili con il naso all’insù, come bambini.

Non mancano le difficoltà. Il tempo cambia all’improvviso e spesso: vento forte, visibilità quasi zero, pioggia. Queste giornate rafforzano ancora di più il gruppo: fiducia reciproca, decisioni condivise, rispetto dei limiti.

Le serate nella casa sono semplici ma piene: cucinare insieme, raccontare la giornata, riguardare le tracce GPS, ridere per una caduta o per una battuta riuscita male. Dieci persone, dieci storie, ma un unico spirito. Tutti sempre positivi e propositivi, un super gruppo!

Abbiamo anche la possibilità, in una giornata dalle buone condizioni di vento, di fare una bel giro in barca a vela sul mare artico. Il nostro condottiero Marco, esperto skipper, con la sua favolosa barca Swan Cadeau 44, che ha fatto il giro del mondo, ci istruisce sulla navigazione. Ognuno ha i sui compiti e nonostante l’aria è gelida, tutto fila liscio e la navigazione ci crea la sintonia giusta in questo angolo, ai confini del mondo.

L’ultimo giorno ci regala qualcosa di incredibile. Nella notte sono caduti 30 cm di neve, fa freddo e non cè vento. La giornata è splendida, cosi decidiamo di fare le 2 vette più alte dell’isola. Per un totale di 2000 mt di puro godimento.

Quando arriva il momento di partire, nessuno ha davvero voglia di andarsene. Vannøya ci ha dato molto più di quanto ci aspettassimo: neve, certo, ma anche silenzio, spazio, connessione.

Sul traghetto del ritorno, mentre l’isola si allontana lentamente, sapevamo già una cosa: non sarebbe stata l’ultima volta.